Migraine care: management del paziente cefalalgico

Data
16/12/2011 - 17/12/2011
Tutto il giorno


Programma Evento

Sede

Hotel Villa Maria & Giordano
Ravello (SA)

Razionale
L’emicrania e la cefalea di tipo “tensivo” rappresentano le forme potenzialmente più disabilitanti e con il maggiore impatto sulla salute pubblica, con costi diretti ed indiretti ai quali si debbono aggiungere anche i c.d. costi non quantificabili poiché legati alla sfera psichica e sociale, per l’impatto emotivo che la malattia causa al paziente ed ai suoi familiari. Nonostante l’alta incidenza, la complessità e varietà dei quadri clinici che rendono ragione della necessità di un’attenta e corretta gestione del paziente, l’approccio più consueto all’emicrania è, tuttavia, di tipo “estemporaneo”, mancando una visione dei fattori incidenti, diretti o indiretti, sul prodursi dell’evento patologico, scontando peraltro una sottovalutazione degli effetti comportamentali e sociali che essa determina, specie in ambiti di cronicità. Nelle regioni del Sud Italia le statistiche relative alla patologia rispecchiano l’andamento generale descritto in un contesto territoriale nel quale alla presenza di professionalità di qualificato ed elevato livello, non fa riscontro la connessa, indispensabile creazione di una rete informativa e formativa, diagnostica e clinica diffusa, che possa intercettare ed affrontare globalmente “l’esigenza di cura”, riqualificando l’intervento sanitario e fornendo un approccio “completo in tutte le sue fasi” alla gestione del paziente emicranico: si tenga conto che la terapia acuta riduce la disabilità durante l’attacco mentre la terapia preventiva può ridurre la frequenza e la severità nel lungo termine. Il progetto Migraine Care ha peraltro evidenziato l’utilità generale di una metodica così concepita. Per “rete” s’intende un sistema di comunicazione idoneo a costituire, tra gli operatori sanitari, unità d’intenti, di metodo, d’indirizzo terapeutico, di organizzazione e logistica tali da agevolare nella popolazione calabrese interessata, la percezione di un approccio sanitario molto qualificato alla patologia. La rete non può limitarsi
agli esperti ma deve anche fare riferimento ai Medici di Medicina Generale, i quali devono riconoscere ed applicare uno specifico protocollo clinico che permetta una selezione primaria delle condizioni cefalalgiche: è unanimemente riconosciuta la necessità di una migliore gestione della cefalea nell’ambito della Medicina Generale. La rete deve prendere avvio da un organismo centrale di coordinamento scientifico, organizzativo e di comunicazione, finendo col diramarsi verso e da tutti gli operatori che fungono da interfaccia tra il “centro” e la popolazione interessata, completando il percorso intrapreso in prima istanza mediante una comunicazione di forte impatto, ampia nell’uso di strumenti media idonei ed efficaci. Obiettivo del corso rivolto agli specialisti Neurologi è quello di sviluppare e rendere operativa nelle regioni del Sud le Reti Cefalee per prendere in carico il paziente con mal di testa migliorandone la gestione e ottimizzando il servizio sanitario offerto.